10/26/2009

A proposito di fusioni




...alla fine la danza accademica (che poi divenne la danza classica) è un'evoluzione delle danze più in voga durante il Rinascimento, soprattutto di origine italiana o francese, tra cui la pavana, il saltarello, la gavotta, la bourrée. Evolvendosi, attraverso gli anni, in quella che noi conosciamo come danza moderna e contemporanea. Da Isidora Duncan, che nel '900 abbandonò le scarpette e il tutù, ispirandosi alla cultura greca classica, per ballare a piedi nudi e con una tunica molto simile al pelplo; a Mary Wigman o a Ruth St Denis, che, durante l'espressionismo tedesco, si ispirarono a culture asiatiche, africane, indiane ed egiziane. Così come Martha Graham cercò di far rivivere nei suoi spettacoli i grandi miti tratti dalla Bibbia, dalla mitologia greca o dall’Oriente.
Fusioni, appunto.
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10/24/2009

PINA BAUSCH, PER INIZIARE




"Non c'è un solo coreografo che non sia stato influenzato da Pina in questi ultimi trent'anni", ha detto recentemente il coreografo belga Alain Platel.
La Bausch è stata direttrice artistica, dal 1973, del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch con sede a Wuppertal, in Germania, considerato il più importante gruppo del Tanztheater.
Esordiente come attrice, in piccoli ruoli nel teatro Solingen, la sua formazione prosegue studiando e approfondendo la danza espressionista, figlia di quel movimento avanguardista e di rottura partito dal dopoguerra.Trasferitasi nel 1962 a New York si perfeziona con il New American Ballet e Metropolitan Opera.Nel 1973 fonda il Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, attraverso il quale i riconoscimenti e la diffusione mondiale della sua arte comincia a riscuotere un enorme successo. Al centro dell'opera di Pina Bausch c'è il rapporto tra il ballerino e il corpo, la diretta espressione con i suoi sentimenti, di cui il coreografo deve farsi voce. La sua opera di danza, infatti, è spesso correlata ad opere letterarie e teatrali, dove al centro del racconto narrativo spesso si insinua il contrasto tra uomo-socità. Tra i tantissimi fan di Pina Baush anche il regista spagnolo Pedro Almodovar, che montò alcune sequenze di due suoi spettacoli, Masurca Fogo e soprattutto Café Mueller nel film Parla con lei. Lo spettacolo fa piangere il protagonista, il giornalista Marco, e le sue lacrime sono l'inizio dell'amicizia con Benigno, un infermiere che si occupa di malati in coma. Anche Federico Fellini nel 1982 aveva voluto Pina Bausch, nei panni di una principessa non vedente, nel suo film "E la nave va". E la stessa coreografa aveva diretto un suo film nel 1990, dal titolo "Il lamento dell'imperatrice".
I premi che ha avuto e i riconoscimenti sono infiniti e prestigiosi, a partire dal Premio Europa per il Teatro (1999), alla Legion D'onore (2003), al Lawrence Oliver Award (2006).
Anche noi nel nostro microscopico piccolo, vogliamo ricordarla e ringraziarla.